Dalla California al Canada, il fascino endless dello sci di Oltreoceano

Posti da vedere

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Neve (e tanta) assicurata, sole garantito. Ci sono dei posti in cui le solite “promesse da dépliant” non sono tali. Nel senso che vengono mantenute, spesso con gli interessi. Sono le stazioni sciistiche americane, tra Usa e Canada; lontane, costose anche (skipass mai a meno di 100 $) ma che garantiscono esperienze uniche in un ambiente molto diverso da quello delle Alpi. A fare la differenza sono la tracciatura delle piste, il tipo di neve — secca e leggera — e soprattutto la wilderness che circonda i comprensori.
 
Esempio: quando si arriva ai 3300 metri dell’Eleven 53 Interpretive center, il top degli impianti di risalita di Mammoth Lakes, si stenta a credere che tutto quel che si vede a perdita d’occhio e a 360° è natura selvaggia disabitata, parco di Yosemite compreso. Siamo in California, il che rende ancora più sorprendente la nostra vacanza bianca, sulla Sierra Nevada, e il nome ci ricorda che qui di neve ne scendono in media dai 6 ai 12 metri ad inverno.

Mammoth è una delle località americane più trendy per lo sci. Immersa tra le conifere a 2400 m. di quota, è una vera cittadina con negozi, ristoranti, ospedale oltre che con i resort e gli albergoni di prammatica. Le piste sono oltre 150 con 38 impianti di risalita di cui una “gondola” — il nome locale delle cabinovie — gratuita che porta all’attacco degli impianti. In inverno, causa letargo, è quasi impossibile imbattersi in uno dei 45 orsi regolarmente censiti che vivono in simbiosi con la città; in estate li si vede facilmente e, se si è paurosi, basta agitare le braccia e fare rumore per allontanarli. Mammoth Mountain ha aperto la stagione già a inizio novembre e, se andrà come lo scorso anno, qui si scierà sino ad estate iniziata se non sino ad agosto.
 
Dalla Sierra Nevada alle Rockies, le Rocciose, per le stazioni sciistiche più famose degli States, quelle del Colorado. Aspen Snowmass, Beaver Creek, Vail sono nomi noti agli appassionati europei anche grazie alle competizioni di Coppa del Mondo. Ma, se Colorado dev’essere, a noi piace segnalare un posto meno blasonato ma molto, molto particolare: Telluride. Qui potete trovare l’inedito — per noi — mix tra un tipico villaggio del West, allineato attorno ai locali della Main Street, e un severo ambiente di montagna (2700 m.), solo in parte addolcito dagli eventi culturali come un famoso film festival estivo. Ma la peculiarità di Telluride non sono solo gli sconfinati terreni innevati per il fuoripista; qui di particolare c’è una lunga “gondola” gratuita che prima sale ai 3200 m. della St. Sophia Station e poi ridiscende a scodellarvi sullo scicchissimo altopiano di Mountain Village, popolato da eleganti villoni tutti pietra, legno e vetrate. A St. Sophia c’è l’Allred Restaurant guidato dal general manager Mario Petillo: obbligato farsi riconoscere (in senso buono) in quanto italiani per avere una calorosa accoglienza. Il comprensorio di Telluride è anche uno dei più gettonati dagli appassionati di eliski.
 

Dalla California al Canada, il fascino endless dello sci di Oltreoceano

Veduta aerea del comprensorio di Mammoth Mountain

Ma come ormai sanno tutti, la montagna invernale non è solo sci. E spesso non è solo montagna, specie nella vastità della natura americana, dove la neve la fa da padrona anche a quote basse. È il caso degli stati della Real America e in particolare di Wyoming, South Dakota e Montana. Qui qualcuno storcerà il naso ma non c’è nulla da fare: con oltre 20mila km. di “trails”, piste, segnalati la regina è la motoslitta,. Rumorosa, sì, ma altrettanto regolamentata e disciplinata, tanto da essere permessa — con rigidi regolamenti — anche nel santuario naturale di Yellowstone. E proprio nello spettacolare parco – emblema della natura americana, le escursioni invernali con gli sci da fondo, le ciaspole o anche a cavallo regalano emozioni e incontri indimenticabili magari avendo avuto l’accortezza di prenotare già un anno prima all’Old Faithful Snow Lodge, aperto anche in inverno proprio di fronte al più famoso geyser del mondo.
 
La motoslitta è protagonista anche sulle mitiche Black Hills, le Colline Nere dei Sioux in South Dakota e sul Continental Divide Snowmobile Trail che nel sudovest del Wyoming sfocia nello splendido Gran Teton National Park. Qui il punto di riferimento è un’altra celebre località, quella Jackson Hole che in estate vede l’annuale raduno dei banchieri centrali di tutto il mondo e in inverno si trasforma in una stazione sciistica di alta qualità. Per la verità, a Jackson si raduna anche un altro tipo di… esseri animati, stavolta quadrupedi e cornuti; alla periferia della blasonata cittadina, infatti, c’è il National Elk Refuge, sorta di santuario in cui svernano migliaia di enormi alci, preda fotografica di entusiasmanti escursioni guidate con i cingolati e con le ciaspole.
 
Cercate località più remote e ancor meno frequentate dagli europei in inverno? Whitefish, nel Montana, è sul bordo del Glacier National Park ed è una buona base per escursioni invernali in uno dei parchi naturali più selvaggi del Continente. Sempre in Montana è in forte crescita Big Sky Resort; adiacente a Yellowstone è una stazione che vanta dimensioni enormi del domaine skiable e impianti moderni, dato, questo, importante visto che la media qualitativa degli impianti americani è più bassa di quelli europei. Powder Mountain, nello Utah, mette fin nel nome la famosa “polvere”, la neve americana per eccellenza; la stazione è a una settantina di km a nord di Salt Lake City e a renderla meno remota c’è il fatto che la capitale dello stato (e dei Mormoni) è collegata con voli diretti all’Europa grazie a KLM e a Delta.
 
Infine, una doverosa puntata a nord, in Canada, nella sontuosa Whistler. Siamo nella British Columbia, a nord della bellissima Vancouver e il sito web della località augura “Peace, Love and Powder”. Il doppio comprensorio Whistler – Blackcomb, costruito dal nulla 50 anni fa, occupa due versanti di montagna collegati da una telecabina da record che lo rende il comprensorio sciistico più grande delle Americhe.

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